Ho pagato migliaia di euro per un sito bellissimo che non vende: dove ho sbagliato?
La diagnosi in due numeri, senza rifare tutto.
Risposta rapida: Il sito, con ogni probabilità, è stato progettato per piacere: al designer e a te che lo approvavi. Chi lo visita cerca altro: la risposta a un suo problema, un motivo per fidarsi, un passo semplice da fare. I sintomi tipici: titolo vago, nessuna offerta, nessun invito chiaro a contattarti. Spesso si corregge senza rifare tutto, ma prima serve una diagnosi.
Nessuno ha sbagliato il proprio lavoro
Il punto scomodo va detto per primo: probabilmente il designer ha fatto esattamente quello che gli è stato chiesto. Il brief parlava di immagine professionale, di stile, di "qualcosa che ci rappresenti". Il sito rappresenta. Tu l'hai approvato perché rispondeva al brief.
Chi lo visita però arriva con tre domande: risolvete il mio problema, posso fidarmi, cosa faccio adesso. Un sito progettato per rappresentare risponde male a tutte e tre, per quanto sia curato. È lo stesso difetto della brochure che non porta clienti, trasferito online.
La correzione parte dal criterio con cui giudichi le pagine, prima ancora che dalle pagine.
I cinque sintomi da cercare nella tua home
- Titolo vago. "Benvenuti", "Soluzioni su misura per ogni esigenza": dopo tre secondi il visitatore ancora ignora cosa vendi e per chi.
- Nessuna offerta. Il sito descrive i servizi, ma in nessun punto propone un passo concreto con un valore attaccato: un'analisi, un preventivo con tempi certi, una guida seria.
- Invito sepolto. Il modulo vive solo nella pagina contatti. In tutte le altre pagine il percorso del visitatore finisce nel vuoto.
- Prove assenti. Nessun numero, nessun caso, testimonianze senza nome e cognome. Chi cerca motivi per fidarsi va a cercarli da un concorrente.
- Gergo interno. Il testo usa le parole del tuo settore. Il cliente usa parole sue: se la pagina parla una lingua che lui fatica a riconoscere, esce.
Il test dei cinque secondi
Ripeti la prova con tre persone dai profili diversi. Il risultato di solito toglie ogni dubbio su dove intervenire per primo.
Sito o traffico: la diagnosi sta in due numeri
Prima di toccare qualsiasi cosa, apri le statistiche e guarda due dati: quante visite al mese e quante richieste.
- Se le visite mancano (poche decine al mese), il problema sta a monte: al sito arriva troppa poca gente perché qualunque correzione di pagina cambi i risultati.
- Se le visite ci sono e le richieste mancano, il problema sta nelle pagine: le persone arrivano, guardano ed escono senza scrivere.
I due problemi hanno rimedi e costi diversi. Sbagliare la diagnosi significa pagare due volte.
Cosa si corregge senza rifare da capo
La buona notizia: molti siti belli si recuperano con interventi mirati, perché base tecnica e fotografie spesso sono buone. I punti dove si interviene per primi:
- headline della home: il problema del cliente al posto del benvenuto
- un'offerta con una pagina dedicata, raggiungibile da ogni sezione
- invito ripetuto nei punti di uscita naturali di ogni pagina
- prove: numeri, casi, testimonianze con nome
- gerarchia dei titoli che regga la lettura veloce; perché la struttura sposta i numeri lo trovi in questo articolo
Il rifacimento completo serve in due casi: quando la struttura è pensata come una brochure istituzionale, con tutto che ruota intorno al "chi siamo", e quando la piattaforma rende ogni modifica lenta e costosa.
Cosa cambia quando la pagina è progettata per l'azione
Il primo passo prima di spendere altro
Se vuoi sapere quanto del tuo sito si salva, il primo passo con Keryx Design è l'Analisi di fattibilità: per 97 euro esaminiamo sito e obiettivo e ti diciamo per iscritto cosa correggeremmo, con quali costi e con quali aspettative realistiche. Se il progetto parte, i 97 euro vengono scalati dall'acconto. Analisi di fattibilità
---